martedì 21 agosto 2007

luce riflessa di squarci di felicità

Idea statica della vita,
immobile, ferma,
circolo vizioso
senza fine,
senza principio,
senza speranza di salvezza,
di diversità, di novità;
priva dello scopo,
del fine ultimo,
in cui riporre le speranze
di tutta un’esistenza.
La vita si riduce a esistenza,
alla sterilità dell’andare avanti,
tirare avanti,
tutto rivolto verso la fine,
la conclusione di questo calvario,
la crocifissione,
la fine.


Ad un certo punto mi fermerò e ricorderò. I ricordi sono come l’acqua, mi assalgono e mi fanno affogare nella nostalgia. Allora inizio a vivere attraverso ciò che ho già vissuto, ciò che è passato, ciò che ho già perso: luce riflessa di squarci di felicità.
Ed ogni giorno che passa quella luce si affievolisce e nella penombra della mia vita comincio a viaggiare con me stessa, sola, grandi introspezioni: viaggio al centro del mio io.

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