...mi sono rintanata nella MIA stanza, raggomitolata sul MIO letto, avvolta nelle MIE coperte... fino a 24 ore fa era tutto NOSTRO...
Solo ora, guardandomi intorno, mi accorgo che questa stanza è un altare a lui: la collezione di tartarughe, le bambole di stoffa che mi ha regalato, le foto, i libri che abbiamo letto e commentato insieme, le magliette nei cassetti, lo spazzolino da denti in bagno. E ancora i gioielli che faceva fare per me, il cellulare che ha cercato per me in giro per tutta la città, la bomboniera dell'ultimo matrimonio a cui siamo andati insieme. Ma il fantasma di quello che eravamo è lì poggiata sul carrello: la nostra casa delle bambole, quella inglese a cui abbiamo lavorato nelle sere d'inverno insieme, che ora giace lì ancora senza imposte e i buchi delle finestre sembrano occhi profondi, vuoti, di chi non ama più, e il vano della porta d'ingresso sembra una bocca spalancata per lo stupore e pronta a gridare per il dolore.
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